Per ora
il titolo
della pagina.
Luogo del delitto?
Da scemo iniziare il racconto citando l’incidente di percorso.
Non perché il sacro, giustificato, strale.
Quanto perché è proprio da idiota.

Spazio e tempo sono sempre soggettivi alle velocità di trasferimento,
meccanico o del pensiero.

Avevo responsabilità.
Ne ero consapevole,
già ieri,
che non ne sarebbe valsa la pena.
Neanche per Susanna, mia figlia.
Ed il tempo ha chiarito
ciò che 25 anni fa già sapevo.
Sarebbe stato molto meglio concentrarsi
su “altro”…