SIMILI, NON UGUALI

DS 4 E-TENSE,
SECONDA EDIZIONE

IL LIBRO –
LA DS 4 E-TENSE

Lesse quella parola e inspirò di soddisfazione.

Narciso è sempre stato presente in “Lui”.

Quella parola oltre ad essere un grande riconoscimento all’attività simil-PRO era la certificazione che la vera natura del suo interesse in quello speciale periodo era ben nascosto dietro le belle carrozzerie.

L’apparenza gli faceva gioco.

Era una bella soddisfazione, perché chi aveva scritto quella parola non era uno qualunque.

Rispettato nell’ambiente, aveva quel carisma che a tanti altri difetta.

Un vero leader, una persona capace di motivare la squadra.

Il “tempo” era passato, molto e non solo dai tempi di certi siciliani incontri dalle parti delle tirreniche coste.

Lavorare con quell’auto gli fece tornare in mente quei giorni in giro per l’Italia in una campagna di conquista da Sud a Nord per assecondare il desiderio di un “tipetto” che aveva dalla sua istrionica capacità creativa.

Passato il capo della consegna del compito in classe, quello della parola in questione, “Lui” potè concentrarsi sul lavoro, quello vero.

L’anonimato dell’auto successiva (cerchi neri e color grigio topo che scappa), sempre ammesso che qualcuno non avesse soffiato una dritta, gli avrebbe permesso di giungere non atteso all’obiettivo da distruggere.

Il tempo, appunto, era giunto e – come dice qualcuno – non è carino lasciare cose in sospeso.

Del resto con la stagione del caldo, in anticipo rispetto ai canoni stagionali, era sicuro del posto dove andare per colpire.


Guardava un film. 

Non proprio un film ma un episodio di una vecchia serie per la TV, quelle robe tipo gialli in onda secoli prima, quelle robe inglesi, terribili, che vanno in televisione per riempire i palinsesti notturni e, davvero, per pochi appassionati.

Nome e cognome del protagonista di quella serie, amen. 

Le fonti non si svelano mai. 

Quasi mai.

Non ora, non qui.

Quell’episodio fu d’ispirazione sin dalle prime scene, come al solito molto cruente a dispetto di una TV più dolce rispetto alla spazzatura di oggi, valga tanto per le minchiate di Netflix quanto per altri moderni produttori.

Nel buio della notte inglese s’aggirava un soggetto, un assassino, con qualcosa tra le mani dalla forma cilindrica e molto allungata.

Si rivela, quella forma, nella serie, una doppietta calibro dodici. 

Un classico.

Due spari da una finestra ed il tipo viene sbattuto dalla violenza dei due botti contro il frigo, una macchia di sangue istantanea.

Pensare ad una doppietta oppure un sovrapposto sarebbe banale.

Tra l’altro molto rumoroso.

Non opportuno, dunque.

La forma cilindrica, lunga e sottile (insomma) delle canne del fucile, però, gli fece pensare subito ad un’altra arma, silenziosa e molto, molto, efficace se saputa usare.

“Lui” con la versione innocente di quell’arma lì ci giocava da ragazzino, aveva un ottimo allenamento.

Al massimo avrebbe dovuto fare un paio di tiri di prova per capire potenza da imprimere e traiettoria percorsa dal dardo avvelenato.

Insomma come nella giungla, come fanno le tribù’ dell’Amazzonia o dell’Africa Centrale quando con la cerbottana, ebbene sì, lei, centrano a distanze ragguardevoli scimmie o altri mammiferi… quando vanno a caccia.
Proprio come avrebbe fatto “Lui”, silenzioso e nell’ombra.
Avrebbe aspettato la vittima e colpito in silenzio.

Una cerbottana.

Un’arma perfetta.

Micidiale.

Micidiale perché “Lui” non avrebbe soffiato una innocente freccetta.
Si sarebbe mosso per uccidere.
Non proprio una scimmia ma quasi.


Continua quando sono ANCORA più incazzato.
Oggi, poi, gli argomenti non mancano…


N.d.r. Maggiore attenzione alla maniglia ed un procedimento di sviluppo della post produzione diverso all’edizione precedente.
Tuttavia qualche maniglia c’è ancora scappata.
Chiedo venia, la vettura in quegli ambienti mi piace troppo.

Sfoglia la galleria per DS Italia

DS 4 E-TENSE Official

clic sulla miniatura per aprire lo slideshow