Una Storia
tutta da scrivere.
No, da leggere.

Transumanza.
Paraggi del Regio Tratturo anche noto con il nome di Tratturo Magno.
Dalla Valle dell’Aterno al Tavoliere delle Puglie.
“Ho visto ? con due idee in mente, entrambe collegate alla consapevolezza delle necessità di presentazione del prodotto Automobile e del valore dello stemma ? Un marchio con la tradizione nota a chi ha potuto conoscere, e guidare, anche le ? del passato.
Due idee, due strade parallele e funzionali in modo reciproco.
La ricerca di uno scatto artistico sin dalla ripresa sul posto scelto e l’interpretazione della vettura, e del set, in post produzione. Quest’ultima si divide in due pensieri, due visioni. Una di lettura di luce e colore e forme e l’altra di ambiente, con ben presente l’ideale di comunicazione del prodotto che sia, però, _oltre_ una immagine per una cartella stampa o il profilo-prodotto-commerciale per piattaforme web. Quindi un processo di creatività tendente a sviluppare una identità di ? marcata, decisa, forte, che sia l’accensione e la estremizzazione dell’emozione e della immaginazione. La seconda via della mia visione del design e del fascino e della attrazione di ? è ancora più marcata con gli interventi di PP. Alcuni scatti, anche con un moderato uso della iA per modificare alcune aree, esempio il cielo, vogliono portare la mente a _qualcosa_che possa raccontare un’idea più vicina al sogno del viaggio con ? Fantasia ed immaginazione libere da vincoli se non la creatività di chi «si vede» al volante di ? La forte identità di ? è conservata ponendo l’accento su elementi di design come i gruppi ottici o le ruote della linea intensa. Oppure il simbolo ? con il design della calandra in netto contrasto con gli sfondi alla ripresa. Acceso, il logo, le forme del frontale o dei volumi posteriori da luci taglienti, radenti.
Adoro il taglio della luce di Caravaggio. Queste foto di ? mi piacciono.
_**MA!**_
Con una insoddisfazione di fondo, molla di chi tende SEMPRE alla ricerca della perfezione e dell’inedito.
_**MA! **_
Il tempo è non mai sufficiente per riuscire a trovare _qualcosa_ che solo la casualità degli eventi, luoghi, luci, atmosfere e dei pensieri all’origine della creatività (anche umorali) possano, verificandosi, dare origine ad un clic di accettabile interesse.
Io, però, sono l’oste che vende il vino.
Ancora una volta è certo che io abbia applicato il principio a taluni noto:
**«se vai fai**».
Avrò bisogno di qualche giorno perché gli scatti con ? siano un progetto fotografico concluso.
La vettura è rientrata, la mia creatività è appena partita.”

Se.
No.
Non se.
La vita È un viaggio.
Gioie, dolori, silenzio, chiasso.
Affetti, amori, lavoro, riposo, sonno.
Veglie riflessive sul perché del viaggio.
Se la vita è il viaggio l’automobile è il supporto al viaggio.
Che sia lavoro o divertimento
l’automobile è fondazione del viaggio e della libertà.
Le altrove descritte emozioni preludio del viaggio alla ricerca di qualcosa
sono ancora una volta quelle lame affilate che squarciano amigdala e talamo per la ricerca della soddisfazione del mio “i’M” tra silenzi, luci e colori.
Albe e tramonti che inondano di luce le quattro stagioni,
tagliando piani e curve, volumi e colori di soggetti e paesaggi.
La vita è viaggio: pochi metri alle spalle della Nikon che dovrebbe scrivere un pezzo dell’Età Verde con ? sta il tracciato di uno dei Regi Tratturi, quello che da Celano porta a Foggia.
Il tratturo è la strada della transumanza.
Pastori che dal piano del Tavoliere delle Puglie in questa stagione tornano
ai pascoli alti dell’Appennino Abruzzese, dove col disgelo le greggi e le mandrie trovano erba fresca dopo il disgelo, quando nelle zone esposte a Nord tra le ultime chiazze di neve germogliano ancora i ranuncoli.
Niente più della transumanza, un cammino silenzioso e di lavoro,
rende (per me…) l’idea del viaggio.
Esposti alle inclemenze del meteo quelle genti hanno affrontato tra lupi, orsi e gabelle (la Doganella d’Abruzzo, o la Dogana di Foggia per la tassazione della “mena” per esempio) e intemperie dei viaggi faticosi,
per il fisico e per lo spirito.
Ho voluto portare ? lì, davanti a Casale Masciola, chilometro 142 della SS5 Tiburtina Valeria non solo per raccontare qualche pensiero della transumanza,
pure per sottolineare con le lontane pale eoliche il mutamento del viaggio.
Il Parco Eolico di Collarmele…
be’ una ricerca su “G” racconta tutto senza che qui qualcuno s’annoi.
Tanti pensieri per la ricerca del viaggio con ?
seguendo alcuni spunti di comunicazione ?
Ambienti di città.
Luci radenti, non scomodo ancora Caravaggio, colori sgargianti.
Alla fine ha vinto il momento della giornata che preferisco, l’alba.
Il più difficile perché obbliga all’uscita dalla confort zone.
(erano le tre…)
E perché ricorda altro, tra 1000 pensieri del Sole che sorge,
anche una frase letta per una foto alla Madonna delle Cataste,
in quel del 2025.
“mi piace di più quando… campi e paeselli”.
Quello scatto era un tramonto.
Meglio un crepuscolo.
Ecco.
Questa è un’alba.
“Lei” fu abile nella recitazione.
Ma “Lui” aveva un dono raro.
Sapeva ascoltare
le Anime, le Menti, i Cuori.
Nessun’altra pagina dei miei pensieri
può far leggere questa sentenza:
Ibis redibis
Il Lupo nel circo non lo vedrai mai.