IMMORTALE

HONDA S2000

 
 

"IMMORTALE" - HONDA S2000 - ©lucaromanopix
“IMMORTALE” – HONDA S2000 – ©lucaromanopix

 
 
Ci sono fatti, persone ed anche “cose” che lasciano ricordi indelebili nella memoria. Fatti e persone, per me, lasciano spesso il tempo che trovano.
Non memorizzo più di tanto, nel bene e nel male, nel bello e nel brutto ricordo, nella consapevolezza che è inutile dannarsi appresso ad una memoria.
Tutto passa e nulla ci appartiene davvero.
Belle e brutte che siano, persone e fatti, con il loro ricordo rischiano di suscitare solo rimorsi, rimpianti e danno la certezza che – per belli che furono – certo non tornano più e nemmeno si ripetono. Amen.
Per le “cose” la questione è un po’ diversa, se non altro perché in quanto cose sono neutrali agli stati d’animo ed apprezzamenti o disprezzo rimangono confinati nella logica che trattasi di una “cosa” e pertanto intelligenza vorrebbe che tali restino senza alcuna scalfittura emotiva.
Emotiva è la chiave di lettura della guida di un’automobile, trasversale ai modelli ed al tempo. Di “cose emotive” ho avuto la fortuna di guidarne molte. Di Honda ben quattro e tutte e quattro significative tanto per la storia della casa giapponese tanto per la storia dell’automobile. Ho iniziato presto, inutile scrivere una data. Modello Civic con il primo motore V-TEC. Entrambe le versioni, quindi anche la CRX, quella con il tetto cinema, uno dei primi dell’era moderna con tutti quei cinematismi che, appunto, era un film (in senso scenoso, figoso…) ogni volta che lo aprivi e lo chiudevi. Poi c’è stata “Lei”.
La Honda NSX.
Bellissima la A22 del Brennero percorsa ad andatura da codice.
Quello che si conviene ad una creatura del genere.
Precisa come un missile teleguidato infila curve e controcurve all’esterno tra rail e camion senza mai scomporsi.
Ottima seduta anche per il mio passeggero di allora che ricordo ben spalmato sul sedile senza profferir parola.
Se le Civic, guardandole oggi, mostrano i segni dell’età tanto per lo stile quanto per la meccanica, la NSX è intramontabile.
Ma il Sole di mezzanotte, quello che non tramonta mai ed illumina a giorno non è la pur bella NSX.
E’ la S2000.
La guardo oggi e, pulita la memoria dei ricordi di inizio secolo (2001/2002/2003) non posso che apprezzare lo stile attuale, seducente, direi immortale.
Perfette le proporzioni, perfetti certi passaggi critici come gli archi passaruota, perfetto il peso dei volumi, cofano, abitacolo, bagagliaio.
Dovrebbero esporla in ogni museo dei cinque continenti quale rappresentazione del bello e della perfezione su quattro ruote.
Un oggetto intramontabile, immortale il cui valore e la permanenza nella testa delle persone, quelle che hanno facoltà di apprezzare il bello (non tutti, dunque) va ben oltre gli schemi della comunicazione, del marketing e delle persone preposte a trasferirne i valori al pubblico.
Quel pubblico che dovrebbe comprare le inconsistenti eredi di tanta magnificenza.
“Lei”, la mia S2000 di inizio secolo era blu con interni neri.
Due cose: abitacolo e posto di guida raccolto, cambio stile monoposto ed un motore che ad ogni sferzata dell’acceleratore ruggiva senza fine.
Che emozioni sul circuito del Gran Premio Balduina.
 
 

 
 
Fotografie: concessione M2K Engineering. ©LrPix –

 
Credit
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“The single most important component of a camera is the twelve inches behind it”.

 
 
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